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Capitolo Due. Marx e il marxismo dell'Ottocento.
Paragrafo 1 . Marx e la Sinistra hegeliana.

     
Introduzione.

Fra  gli  esponenti  della Sinistra hegeliana (o giovani  hegeliani,
come  venivano  anche  detti) Karl Marx occupa - insieme  all'amico  e
collaboratore Friedrich Engels - un posizione del tutto particolare  e
originale.
     
Una filosofia della vita reale.
     
Marx  ed Engels sono filosofi, ma con loro la filosofia appare davvero
come  qualcosa di diverso dalla tradizione antica e moderna: il  campo
della  filosofia non solo comprende tutti i settori del sapere, ma  si
arricchisce di un elemento fondamentale: la prassi. E' vero che  anche
in  passato  ci  sono  stati filosofi che hanno  mantenuto  un  legame
strettissimo  fra teoria e pratica (si pensi a Diogene cinico)(1):  ma
senza mettere in discussione il primato della teoria sulla pratica.  E
quasi  tutta  la  filosofia  moderna si   preoccupata  dei  risultati
pratici  della  riflessione  teorica  -  la  scienza  della  politica,
l'empirismo  inglese,  l'illuminismo e anche Spinoza  (che  riduce  la
filosofia all'etica) -: ma tutto ci ancora una volta lasciando  fermo
il  ruolo  primario  della teoria, ribadendo la  distinzione  fra  chi
indica  la  strada e chi deve seguirla. Il filosofo pu  mettersi  al
servizio delle masse e dell'intera umanit, ma ne resta sempre al  di
sopra.  La  filosofia    per pochi, anche se    utile  a  tutti.  La
filosofia di Marx vuole essere una filosofia per tutti,(2) perch  di
tutti.  La  verit non ha pi bisogno della mediazione del  filosofo
per essere svelata: la verit  un prodotto dell'uomo (degli individui
reali   operanti   nella   storia),  e  l'uomo  pu   riappropriarsene
direttamente.
     
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     La  filosofia  di  Marx  ed  Engels non   un'enciclopedia  delle
scienze,  n in senso illuminista (spirito sistematico), n  in  senso
hegeliano   (spirito  di  sistema):  essa  vuole  essere   espressione
(scientifica) della vita reale.(3) Tutte le enciclopedie presuppongono
una scienza data da comunicare, mentre per Marx ed Engels la scienza 
un  continuo farsi; nell'enciclopedia il movimento della conoscenza va
dall'alto verso il basso (dalla sapienza all'ignoranza): per  Marx  ed
Engels,  invece,  la conoscenza  un processo dal basso  verso  l'alto
(dalla  vita  reale al pensiero). Esattamente all'opposto  di  quanto
accade nella filosofia tedesca che discende dal cielo sulla terra, qui
si sale dalla terra al cielo(4).
     Marx  ed  Engels, che tacciano di dogmatismo tutta  la  filosofia
tradizionale,  si rendono conto che la stessa accusa  potrebbe  essere
rivolta  contro  di  loro, e tendono quindi a precisare  che  la  loro
teoria non pu essere valutata con gli strumenti abituali del giudizio
filosofico,  contrapponendo frasi ad altre frasi:  il  loro  pensiero,
avendo   origine  nella  prassi  degli  individui  reali,  pu  essere
contestato solo per via puramente empirica.(5)

Oltre Hegel e oltre la teologia.
     
La  critica  del giovane Marx si rivolge non solo contro la  filosofia
hegeliana, ma anche contro l'elaborazione teorica di quasi  tutti  gli
appartenenti  al  gruppo della Sinistra: la prima  opera  di  Marx  ed
Engels, La sacra famiglia (pubblicata a Francoforte sul Meno nel 1845,
ma  la prefazione  datata Parigi, settembre 1844),  una dura critica
alle  posizioni  assunte  da  Bruno Bauer  e  dai  collaboratori  alla
Allgemeine     Literatur-Zeitung    (Rivista     di     letteratura
universale)(6).
     L'accusa  rivolta a Bauer  quella di aver mantenuto  la  critica
alla    metafisica   hegeliana   sul   piano   trascendente    dello
spiritualismo e
     
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     dell'idealismo  speculativo, mettendo  l'autocoscienza  e  lo
spirito al posto dell'uomo reale individuale.(7)
     L'uomo  che attira l'attenzione di Marx  lo stesso su cui  stava
riflettendo Stirner: un uomo in carne ed ossa, un individuo  che  ha
ben   poco  a  che  fare  con  l'essenza  dell'uomo.  Per  conoscere
quest'uomo   necessario, secondo Marx, contestualizzarlo al  massimo,
collocarlo cio dentro i processi e le condizioni reali in cui  l'uomo
vive:  nella  famiglia,  nella societ e nello  stato,  ma  anche  nel
contesto dei rapporti economici e, pi in generale, nella storia.
     
L'economia e il diritto.
     
Le  prime ricerche di Marx (destinate in gran parte a rimanere a lungo
inedite)  si  rivolgono proprio allo studio del contesto giuridico  ed
economico  in  cui vive l'uomo reale. Fin dall'inizio emergono  quindi
due  cardini  del  pensiero  marxiano:  le  relazioni  giuridiche   (e
politiche) e le relazioni economiche.
     
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     Nel  febbraio  1844    pubblicato l'unico numero  della  rivista
Deutsch-Franzsische Jahrbcher (Annali franco-tedeschi),  diretta
da  A.  Ruge  e  K. Marx, in cui Marx scrive l'Introduzione  alla  sua
Critica della filosofia del diritto di Hegel.(8)
     E'  inutile  insistere  -  scrive  Marx  -  sulla  critica  della
religione:  in  Germania, ormai, grazie a Feuerbach, la critica  della
religione  (che    il  presupposto di ogni critica(9))    un  dato
acquisito;   l'uomo che fa la religione. Ma l'uomo non   un  essere
astratto, isolato dal mondo. L'uomo  il mondo dell'uomo, lo stato, la
societ.  Questo  stato, questa societ, producono la  religione,  una
coscienza  capovolta  del mondo, proprio perch  essi  sono  un  mondo
capovolto(10).
     Il  discorso  di  Feuerbach deve essere  ampliato:  l'alienazione
religiosa non  l'unica forma di alienazione dell'uomo. Non  solo  Dio
non    pi una entit esterna all'uomo, autonoma ed eterna, ma  anche
tutte  le  forme  di organizzazione della societ e dello  stato,  che
Hegel riteneva una manifestazione dello Spirito, sono - come Dio -  un
prodotto  dell'uomo,  sono la forma profana dell'alienazione  umana.
Feuerbach  ha  rimesso l'uomo con i piedi per terra,  dopo  che  Hegel
l'aveva  poggiato sulla testa: ora si tratta di rimettere con i  piedi
per  terra il mondo dell'uomo: La critica del cielo si trasforma cos
in  critica della terra, la critica della religione nella critica  del
diritto, la critica della teologia nella critica della politica(11).
     Negli stessi mesi in cui lavora alla Critica della filosofia  del
diritto  di Hegel, Marx si dedica anche alla stesura di una  serie  di
osservazioni sull'economia politica.(12) Prendendo spunto dalle teorie
degli economisti classici (A. Smith, D. Ricardo, eccetera), Marx mette
a  punto un'analisi del modo in cui si determinano e si strutturano  i
rapporti  di produzione nella societ capitalistica; questa analisi  
destinata  ad essere sviluppata nelle sue grandi opere della maturit,
prima fra tutte Il capitale.
     Qui  ci  limitiamo a sottolineare che Marx coglie l'insufficienza
di una critica al mondo dell'uomo che si svolga solo sul terreno del
diritto  e della politica:  necessario ampliarla con l'analisi  della
connessione  dell'economia politica con lo stato,  il  diritto  e  la
morale(13).
     
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     Vogliamo  inoltre  ricordare che anche in questa  occasione  Marx
riconosce   i   meriti  di  Feuerbach:  Anche  la  critica   positiva
dell'economia  politica in Germania deve la sua vera  fondazione  alle
scoperte di Feuerbach.(14)
     Il   continuo  richiamo  a  Feuerbach  e  l'ultimo  capitolo  dei
Manoscritti economico-filosofici del 1844, dedicato alla Critica della
dialettica hegeliana, mettono in evidenza l'altro grande interesse  di
Marx:  la filosofia anche nella sua forma tradizionale di speculazione
teoretica.
     
La filosofia.
     
Fra  il  1845  e  il  1846 Marx ed Engels lavorano a  un'altra  opera,
L'ideologia  tedesca.(15) In essa viene sottoposta ad analisi  critica
la  filosofia  della  Sinistra (e, di sfuggita,  anche  della  Destra)
hegeliana,  evidenziando prima di tutto il carattere  teologico  della
nuova   filosofia  tedesca  e,  quindi,  la  sua  sostanziale  fedelt
all'impostazione hegeliana.(16)
     Marx  ed Engels riconoscono il fondamentale ruolo di rottura  con
il  sistema hegeliano giocato da Feuerbach, ma si rendono conto che  
necessario  andare anche oltre Feuerbach, se si vuole  assegnare  alla
filosofia  un compito veramente nuovo. Un brevissimo scritto  di  Marx
della  primavera  del  1845, Tesi su Feuerbach, si  conclude  con  una
affermazione  categorica:  I  filosofi  hanno  soltanto  diversamente
interpretato il mondo: si tratta di trasformarlo(17).
     Nell'opera  L'ideologia  tedesca  questo  concetto    ripreso  e
sviluppato:  il  materialismo di Feuerbach  ancora un'interpretazione
del  mondo dominata dall'idea che il mondo da interpretare sia stabile
ed  eterno  e  che  i  suoi  movimenti, cos  come  quelli  del  mondo
hegeliano,  siano  regolati  da leggi  stabili  ed  eterne.  Il  mondo
sensibile,  invece - proprio quel mondo cui si rivolge il materialista
Feuerbach  -    un mondo in continua trasformazione:   il  risultato
dell'attivit dell'uomo.(18)
     
     p 33 .
     
     Le   questioni  sollevate  dalla  filosofia  non  sono   problemi
teorici,  bens problemi pratici: la verit del pensiero  umano  pu
essere   provata  solo  dalla  prassi;  il  pensiero     reale   solo
nell'azione.(19)
     Per  Marx  la  liberazione dell'uomo da ogni forma di alienazione
(religiosa, economica, giuridico-politica) passa per l'eliminazione di
tutte  le condizioni che storicamente hanno determinato l'alienazione:
la  filosofia critica tedesca e il materialismo di Feuerbach non hanno
fatto avanzare di un solo passo la liberazione dell'uomo;(20) si
tratta, allora, di mettere in atto un movimento reale che abolisca lo
stato di cose presente. Questo movimento  - per Marx ed Engels -  il
comunismo.(21)
